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Zanovello Giovanni - Medaglia d'onore alla memoria

Zanovello Giovanni nasce il 23 aprile 1912 a Campolongo Maggiore.
Partito per la guerra nel 1940 come soldato del 343° Battaglione costiero di fanteria, aveva lasciato per andare al fronte nella sua casa a Bojon, la moglie e due figli piccoli di 1 e 3 anni.
Il conflitto bellico lo portò a combattere in Albania, Jugoslavia e Grecia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con tanti altri
soldati italiani allo sbando, venne fatto prigioniero dai tedeschi e spedito nel nord della Germania, a Velbert (nord Reno – Vestfalia), in un campo di lavoro, dove le condizioni di vita erano pesantissime.
Lì Giovanni Zanovello morì il 22 settembre 1944 all’età di soli 32 anni. Venne inumato in prima sepoltura nel Cimitero cattolico della stessa località poi esumato e traslato da Onorcaduti nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo. Per tanto tempo i parenti hanno cercato di fare luce sulla vicenda e ritrovare le spoglie mortali del proprio caro: nel 2018, grazie anche all’interessamento dell’ “Associazione famiglie Caduti e dispersi in guerra”, hanno ritrovato la sua tomba.
Con una commovente cerimonia nel 2018, dopo 74 anni dalla morte, le spoglie mortali tornarono nella loro terra natia e furono accolte prima civilmente dal Sindaco Andrea Zampieri, onorate poi con una santa messa e deposte infine nel cimitero della frazione di Bojon dove ora riposano.
Il 27 gennaio 2020, in occasione del “Giorno della Memoria”, i parenti di Giovanni Zanovello hanno ricevuto la Medaglia d'onore alla memoria, onorificenza data dal Presidente della Repubblica Italiana ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.
Il 27 gennaio 2020, in occasione del “Giorno della Memoria”, i parenti di Giovanni Zanovello hanno ricevuto la Medaglia d'onore alla memoria, onorificenza data dal Presidente della Repubblica Italiana ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.
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